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La natura per l’uomo è stata sempre affascinante e importante. Dalla natura ha ricavato cibo per vivere come frutta e verdura, legna per scaldarsi, difendersi e per costruire case e navi.

Le benevolenza e i doni che madre natura ci offre per vivere, ha portato molteplici artisti a dipingere proprio gli elementi naturali come soggetti principali nei propri lavori. Come l’artista Giuseppe Arcimboldi che utilizzando frutta e ortaggi dava forma a volti di persone. Come nel caso del ritratto di “Rodolfo II in veste di Vertunno” realizzato nel 1591. Una vera e propria manifestazione della biodiversità, infatti le sembianze di Rodolfo prendono forma sia da ortaggi e frutti ormai rari e quasi dimenticati, sia da ortaggi e frutti che oggi conosciamo, come uva, pere, mele, pesche, fichi, ciliege, piselli, uva spina, nocciole, more, spighe, olive, cipolle, carciofi, mele cotogne, zucche e alcuni prodotti poco conosciuti all’inizio dell’età moderna provenienti dal nuovo mondo: mais, peperoncino e pomodori, ma già “catalogati” e presenti nei dipinti di Arcimboldi.
Sotto il profilo estetico una predilezione dell’artista è rappresentata dal cardo, Giuseppe Arcimboldi inserisce l’ortaggio in più di una delle sue famose raffigurazioni, sdoganando la raffigurazione di questo ortaggio, successivamente ritratto in numerose nature morte del ‘600 e ‘700.  Oggi è Mimmo Sancineto, amante della natura, ad utilizzare i cardi nelle sue opere. Sceglie il cardo in quanto è un ortaggio millenario ed in epoca classica aveva due significati, uno positivo ed uno negativo. La parte positiva era rappresentata dal “rinascimento” in quanto, una volta spezzato il frutto, la pianta tornava a rifiorire. Evento interpretato da molti come augurio di vita lunga e vigorosa. Di valore negativo, invece, il significato attribuito al cardo nel giudizio di Dio, quando Adamo, dopo essere stato cacciato dall’Eden, si sentì dire : “Spine e cardo produrrà per te la terra”. Da quel momento in poi l’uomo avrebbe dovuto soffrire e subire dure prove per procurarsi il cibo. Così in alcuni delle sue opere Sancineto mostra le spine e le punte come un filo spinato, da cui spuntano i coloratissimi cardi, mentre in altri disegni le spine scompaiono e i fiori si vedono nell’esilità dell’infiorescenza, nella carnosità delle foglie, nei singoli capolini. Arcimboldi nato a Milano nel 1527, iniziò la propria attività artistica nella bottega del padre Biagio Arcimboldi (anch’esso pittore). All’inizio della sua carierà i suoi lavori non hanno avuto tanto successo, solo dopo il 1560 quando cominciò a realizzare ritratti usando elementi “altri” come vegetali e animali, utilizzando uno stile particolare ed unico diventarono ricercati.

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