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Jazz è titolo del libro che nel 1947 Henry Matisse illustrò e che ancora oggi è considerato il più bel libro d’artista pubblicato nel corso del Novecento.

Fu stampato in sole 250 copie e comprende 20 immagini (esposte alla mostra “Matisse e il suo tempo” di Palazzo Chiablese, visitabile fino al 15 maggio 2016) corredate da 130 pagine di testo che, come spiegò lo stesso Matisse “si possono leggere o non leggere, servono da sfondo sonoro per far risaltare le immagini”.
Il libro racchiude alcune tavole, composte con la tecnica del papier découpé, come “Icaro” o “Il circo” che sono vere e proprie icone dell’arte moderna. Il titolo dell’opera si riferisce all’assemblaggio di testi e immagini che in questo libro seguono un principio di improvvisazione ritmica, tipica del jazz.
La città di Torino ha sempre avuto uno stretto legame con il jazz che, ad esempio, portò nel 1935 Louis Armstrong a esibirsi in uno dei tanti Hot Club che nascevano in città. L’ Hot Club più frequentato dagli amanti del jazz era un caffè di Piazza Crimea, dove il collezionista Alfredo Antonino proponeva degli “ascolti commentati”, tratti dalla sua ricca collezione di oltre trecento dischi.
Matisse (1869 – 1954) visse nel periodo del massimo sviluppo del Liberty, che rappresentava non solo una corrente architettonica, ma un vero e proprio stile che con i suoi motivi floreali, le linee curve e gli arabeschi svecchiò le gerarchie e si aprì al grande pubblico, un po’ come nello stesso periodo fa il jazz nella musica (contrapponendosi alla melomania).
Proprio Piazza Crimea può essere la base di partenza per ammirare le bellezze Liberty di cui Torino e indiscussa capitale di cui ancora oggi esistono tantissime testimonianze architettoniche. Tra gli esempi più illuminanti Villa Scott (corso Lanza 57), a opera di uno dei padri e maggior esponente del Liberty torinese, Pietro Fenoglio, che in questa costruzione, famosa per essere stata anche il set del film Profondo Rosso, compendia l’architettura Liberty in un trionfo di logge, bovindi, vetrate e decorazioni floreali.
Altri interessanti esempi di Liberty nella zona sono Casa Marangoni (1901), via Tiziano 17, angolo via Nizza, Casa Audino-Rinaldi (1905), via Madama Cristina 78, e l’Ex stabilimento Fiat (1904-1906), corso Dante Alighieri 100.
Il giusto finale di una giornata dedicata all’arte può essere trascorrere la serata all’apprezzatissimo e storico Jazz club che si trova in Piazzale Valdo Fusi, non lontano dalla sede della mostra, e che ospita i principali protagonisti del jazz internazionale.
Prima di arrivarci è obbligatoria la tappa a Palazzo Reale, (progettato tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento), la prima e più importante tra le residenze sabaude in Piemonte, teatro della politica del regno sabaudo per almeno tre secoli. Collocato nel cuore della città, nella Piazzetta Reale adiacente alla centralissima Piazza Castello, da cui si dipartono le principali arterie del centro storico: via Po, via Roma, via Garibaldi e via Pietro Micca.
Via Pietro Micca è un'elegante strada del centro storico che merita sicuramente un passeggiata caratterizzata com’è da portici ed edifici di stile eclettico realizzati da vari architetti. Tra gli edifici rilevanti sono da ricordare la cinquecentesca chiesa di San Tommaso e Palazzo Bellia (Via Pietro Micca 4, 8). Palazzo Bellia è uno degli edifici liberty più pregevoli di Torino, fu costruito da Carlo Ceppi tra il 1892 e il 1898, la cui facciata è caratterizzata da bovindi (italianizzazione delle bow-windows inglesi) coronati da logge, eleganti balconi ed elementi decorativi in lito-cemento che contrastano con il colore della muratura.
Carlo Ceppi progettò anche la celebre Fontana dei dodici mesi e all’interno del Parco del Valentino (non lontana dalla già citata Piazza Crimea), costruita in stile liberty con evidenti nostalgie di gusto rocaille in occasione dell’Esposizione Nazionale del 1898 ad opera di diversi scultori.
Palazzo Chiablese, sede della mostra su Matisse, fa parte del Polo Reale che riunisce in un unico grande progetto museale il già citato Palazzo Reale, i Giardini Reali, La Biblioteca Reale, l'Armeria Reale, la nuova Galleria Sabauda e il Museo Archeologico visitabili tutti con un unico biglietto.
Dopo una così grande scorpacciata di arte ci vuole obbligatoriamente una dolce sosta, e non c’è posto migliore che uno dei famosi caffè storici decorati in stile Liberty di Piazza Castello, ossia il Caffè Mulassano (caffè storico sorto nei primi del 1900 e dove è stato inventato il tramezzino) e Baratti & Milano (splendido caffè storico Art Nouveau, inaugurato nel 1873 e situato all’ingresso della Galleria Subalpina).
Ultima imperdibile visita, sempre a due passi da Palazzo Chiablese, è il Museo Nazionale del Cinema che, nella location simbolo di Torino la Mole Antonelliana, raccoglie tutta una serie di reperti originali degli inizi del ‘900, comprese alcune macchine sceniche di Georges Méliès e poi via via fino a Star Wars (anche qui con pezzi originali, come il casco di scena di DarthVader). Dove i pezzi forti sono rappresentati dai cimeli del cinema espressionista (che, per convenzione, nasce con Il Gabinetto del Dottor Caligari 1920 di R. Wienee muore con Metropolis 1927 di F. Lang – uno dei periodi di più fervida produzione di Matisse). Girando l’angolo di uno dei corridoi ci si può imbattere in Maria, l’androide originale usato nel film “Metropolis”, film al quale è anche ispirato il bellissimo orologio oltre l’ascensore.

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