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Grazie agli oggetti che adornavano una delle più importanti e prestigiose residenze dei Romanov, il Palazzo di Peterhoff è possibile conoscere meglio la ricchezza di una dinastia e della quotidianità di una casata imperiale lungo i secoli.

Senza dubbio ricchezza e lusso sono sinonimo di gioielli, e ai Romanov nel corso del tempo non mancarono di certo le occasioni per commissionarli ed esibirli. Attualmente sono solo una parte quelli che si possono ammirare direttamente al Palazzo di Peterhoff sulle rive del Golfo di Finlandia, alcuni dei quali però dal valore artistico immenso, come quelli firmati dalla maison Fabergé. Un tesoro esposto parzialmente rispetto a quanto raccontato con dovizia di particolari affascinanti da Stefano Papi, gemmologo e grande conoscitore di gioielli reali, che nel suo libro “I gioielli dei Romanov”, svela la storia e analizza i documenti iconografici della casa reale.
Ripercorrendo l’epoca dell’ultimo zar Nicola II, è possibile scoprire come la cultura russa abbia dato grande importanza ad oggetti come: il kokošnik, il copricapo a forma di aureola decorato con fitti ricami, pietre e sfere colorate; o ai tesori imperiali costituiti da splendide parure, diademi meravigliosi, collier, spille, anelli e bracciali incastonati da una serie di perle, rubini, smeraldi, zaffiri e pietre preziose, elementi che esaltavano lo sfarzo delle nobildonne russe.
Tra gli oggetti preziosi che assumono grande significato nella tradizione russa ci sono anche le uova decorate: manufatti che, in occasione della Santa Pasqua, venivano donati come augurio di rinascita alla vita spirituale, rinvigorita e fortificata dall’evento pasquale. Inizialmente, le uova, erano realizzate di porcellana e di ceramica. Il gioielliere di Corte Fabergé poi, su espressa richiesta dello Zar Nicola II, ne realizzò altri in oro e pietre preziose. Tali opere, costruite con dovizia di particolari e meccanismi di apertura che svelavano  al loro interno altri straordinari oggetti preziosi, finirono per diventare una vera e propria collezione.

Il benessere aristocratico degli zar può essere altresì ben rappresentato anche attraverso le innovazioni dei servizi in ambito culinario e gastronomico. Alla “mensa degli Zar”, infatti in meno di un secolo si assiste al passaggio dal cosiddetto “servizio alla francese” al “servizio alla russa” . Il nuovo stile della tavola. Apparecchiata con piatti, bicchieri, saliere, piattini contenenti confetteria decorati con il dormant o il surtout, cioè il grande centro tavola di argento, cristallo e specchi, insieme alle novità introdotte nel servire i pasti, che permetteva di ostentare la ricchezza esclusiva della casata.

Gioielli, ma anche servizi da tavola, possono così essere capaci di trasportare chi li osserva in un viaggio appassionante attraverso un’epoca in cui, il gioiello e l’arte decorativa, contribuirono a elevare un élite a un grado di esistenza quasi divina, rendendone tanto più drammatica la fine.

Mostra: Le meraviglie degli Zar
Percorso: Residenze Sabaude: da Venaria a Racconigi

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