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Se la mostra “Fashion” aperta al pubblico fino al 2 maggio presso le suggestive sale di Palazzo Madama a Torino, ha stimolato in voi una repentina ed irresistibile voglia di cambio di look. Avete 3 possibili strade da percorrere. Le boutique del centro di Torino o le numerose ispirazioni delle collezioni di moda responsabile dell’atelier Laborabilia (a cura di Eta Beta SCS, L.go Dora Voghera, 22) o custodite negli ecomusei piemontesi.

Ai confini della città c’è un imperdibile connubio tra storia, architettura e moda: il villaggio Leumann (Corso Francia). Questo villaggio operaio fu costruito a fine ‘800 in un quartiere della cittadina di Collegno per volere dell’imprenditore svizzero Napoleone Leumann il quale decise di installare proprio qui uno stabilimento per la lavorazione del cotone. Il Cotonificio Leumann divenne così un importante punto di riferimento che contribuì, insieme alle fabbriche di Cuorgnè, Chieri, Perosa Argentina, Villar Pellice e Carmagnola, a far diventare Torino capitale dell’industria tessile. Nel cotonificio si effettuavano operazioni di tessitura, fissaggio e tintura del cotone ed è rimasto in attività fino al 2007. Oggi l’amministrazione locale ha restaurato lo stabilimento e lo ha reso accessibile al pubblico insieme alla stazionetta del treno, all’ufficio postale, al nido e agli atri edifici del villaggio permettendo così a tutti di poterne apprezzare il valore storico e architettonico e per mantenere accesa la memoria della vita e delle condizioni di lavoro degli operai di fine ‘800.
Un po’ più lontano e non in città è possibile cogliere l’occasione per vistare la rete degli ecomusei del Piemonte alla scoperta della produzione tessile locale e del suo contesto socio-culturale. Prendendo la tangenziale in direzione sud incontriamo l’Ecomuseo del Tessile la cui sede è presso Ex Lanificio Bona e Delleani di Carignano, dove oggi sono esposti i macchinari che hanno lavorato nei diversi reparti dello stabilimento ed un’esposizione fotografica che racconta la storia di una comunità, dello spirito imprenditoriale italiano e di una manodopera che ha reso rinomate in tutto il mondo le produzioni italiane.
Proseguendo verso sud incontriamo l’Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa, a San Bernardo di Carmagnola. Nel territorio di Carmagnola, la produzione di canapa si affermò grazie ai frati dell’abbazia di Casanova, durante il 1200, dopo che la pianta di origini orientali venne introdotta nelle pianure torinesi dai Romani. La varietà prodotta in questa zona si affermò ben presto sul mercato europeo, tanto da essere conosciuta come “canapa carmagnola” e il museo ne ripercorre la storia e il legame con il territorio.
Spostandoci ancora verso sud possiamo arrivare fino ad Alessandria per visitare il Museo del Cappello Borsalino, ospitato nella vecchia Sala Campioni del Palazzo Borsalino. Utilizzata già negli anni Venti del Novecento per catalogare ed esporre i prototipi, i modelli, i campioni colore creati dalla Borsalino. L’esposizione ospita circa 2.000 cappelli, scelti fra gli oltre 4.000 della collezione, esposti negli storici armadi in stile Chippendale, realizzati negli anni Venti da Arnaldo Gardella per la Sala Campioni. L’allestimento propone un percorso composto da pannelli illustrativi e da video che raccontano la storia della lavorazione del cappello, la diffusione dei cappellai, l’evoluzione dell’industria del cappello dall’800 ai giorni nostri, lo sviluppo della fabbrica, il mecenatismo, le opere benefiche della famiglia Borsalino e il suo rapporto con la città, nonché con le storiche donne lavoratrici, “le borsaline”.
Rientrando verso Torino il nostro “fashion tour” merita una tappa a Chieri e al suo Ecomuseo del tessile che rappresenta un importante esempio di tradizione tessile piemontese e contiene oggetti e strumenti utilizzati per diversi tipi di lavorazione come: la tintura in azzurro, la filatura e la tessitura del cotone, la coltura dei bachi da seta e l’imbiancatura del cotone e i macchinari di diverse epoche comprese tra il 1600 al 1940.

Link a Percorso 1 "La moda incontra l'arte - Torino e dintorni"
Link a Speciale "Questioni di stile"
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