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Sede della mostra Giardino & Paesaggio dedicata ai progetti di giardini realizzati dal paesaggista Pietro Porcinai è il Castello di Miradolo, dimora storica ai piedi delle colline di Pinerolo, all'imbocco della Val Chisone e della Val Pellice, con un sontuoso giardino e punto di partenza per un viaggio alla scoperta dei giardini piemontesi.

Per gli appassionati di parchi e giardini è imprescindibile la visita del parco che circonda il castello. Ha un’estensione di oltre sei ettari e ispirandosi al giardino informale inglese, si caratterizza per una forma vagamente ovale arricchita e resa piacevole da anse di rigogliosa vegetazione che si affacciano su una grande radura centrale che danno sembianze paesaggistiche di gusto romantico all’insieme. Sono stati effettuati a partire del 2007, dopo l’acquisto da parte della Fondazione Cosso, numerosi interventi di recupero e valorizzazione e grazie alla posizione particolarmente felice da un punto di vista climatico, il sito riveste un notevole interesse anche dal punto di vista ecologico, rendendolo habitat ideale per molte specie animali e vegetali.
A pochi chilometri dal castello di Miradolo sorge il parco di Palazzo Malingri di Bagnolo, un impianto seicentesco di siepi, aiuole fiorite, allee di carpini e alberi di alto fusto rielaborato agli inizi dell'800 secondo i canoni del giardino all'inglese, con sentieri sinuosi, punti panoramici, piccole costruzioni, boschetti ombrosi. Il parco, di circa due ettari, ospita alberi secolari, alcuni dei quali alti oltre 40 metri. Al centro del prato prospicente il palazzo una fontana ellittica, detta “dell'Uomo Verde” (con riferimento ad una favola di cui s'è persa memoria), accoglie pesci e tritoni, mentre la galleria dei carpini porta alla secentesca Cappella di Ognissanti dopo quasi due chilometri di siepi di bosso, carpino e tasso tracciando il disegno antico del parco fino alla collina del castello, segnata da un rio e da fitti bambù. Il parco ospita nelle antiche cascine restaurate un Farm Hotel composto da appartamenti di charme, giardini privati e piscina di venti metri con vista splendida.
In direzione Torino incontriamo il comune di Caravino (TO) nei cui confini si trova il Castello di Masino che si affaccia sull'ampia pianura del Canavese e sorge su una collina antistante la lunga barriera morenica della Serra di Ivrea. Il famoso castello, gestito dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, è circondato da un gigantesco e lussureggiante giardino è tipico dell'arte inglese e risalente all’800. Il parco circonda per intero la rocca, e si estende per diversi ettari e al suo interno si trova il secondo labirinto botanico d’Italia per estensione, un percorso intricato tra siepi ricostruito grazie al disegno settecentesco ritrovato negli archivi. Al confine della radura si diparte la particolare Strada dei ventidue giri, realizzata tra il 1840 e il 1847 per collegare Strambino al Castello, con ventidue tornanti caratterizzati da una graduale e costante pendenza, studiata per agevolare la salita delle carrozze.
Procedendo verso est in direzione dei laghi meritano una visita i Giardini Botanici di Villa Taranto (Verbania) dislocati sulla sponda piemontese del Lago Maggiore tra Intra e Pallanza che coprono un'area di circa 16 ettari. La creazione del parco, percorso da 7 km di viali e considerato tra i più belli d'Europa, si deve al capitano di origine scozzese Neil McEacharn di nobile e facoltosa famiglia, un uomo che rientrava in quella ristretta categoria di gentiluomini del Novecento che riuscirono a fare più volte il giro del mondo, pare 7 volte, di cui la prima a 16 anni. Fortemente appassionato di botanica e innamorato dell'Italia negli anni ’30 acquistò la proprietà e molti terreni vicini creando boschi, bordure, vallette di arbusti, aiuole, parterres, tappeti erbosi, laghetti, serre e mise a dimora piante di tutto il mondo, formando collezioni di grande valore scientifico che ora contano 8.500 tra specie e varietà diverse. I giardini sono suddivisi in varie zone: serre, giardini terrazzati, aiuole floreali con specie provenienti da varie parti del mondo. Il percorso di visita si snoda lungo due itinerari, quello breve di circa 1,850 km e il più lungo di 2,950 km con tempi di percorrenza che variano da 1h 15' e 1h 45'.
A poca distanza da Villa Taranto si trova il Parco Villa Pallavicino (Stresa, Verbano-Cusio-Ossola) che comprende diverse serre e numerosi viali. Il parco, che si trova in uno degli scenari più grandiosi del Lago Maggiore e si estende per circa 15 ettari. La principale attrazione del parco è costituita dalla presenza di oltre 50 specie tra mammiferi e uccelli. Canguri, zebre, daini, lama, alpaca vivono liberi in ampi spazi. Un laghetto ospita cigni, anatre, germani ed altri uccelli acquatici. In bellissime uccelliere vengono allevate varie specie di pappagalli esotici, tucani, calao, fagiani, mentre in gabbie perfettamente ambientate vivono furetti, suricati, volpi del deserto, moffette ecc. Sono inoltre aperte alla visita le antiche scuderie, oggi trasformate in ristorante, e lo chalet che domina il giardino all'italiana, decorato con brillanti fioriture stagionali e uno splendido roseto.
In provincia di Vercelli, a Trivero, su incarico della famiglia Zegna Porcinai si occupò di numerosi interventi tra cui: il giardino di Villa Ca’ Gianin (residenza dei Zegna), la sistemazione del parcheggio del lanificio Ermenegildo Zegna, la realizzazione del giardino, della terrazza e del giardino d’inverno sul tetto del lanificio, la valorizzazione paesaggistica di alcuni settori della “panoramica Zegna”, la sistemazione del cimitero della montagna e il giardino di villa “Il Roc”. Tra queste opere è di sicuro interesse l'Oasi Zegna, nata nel 1993 come progetto di valorizzazione ambientale su un'ampia area montana nelle Alpi Biellesi (100 kmq). Attraversata dalla strada statale Panoramica Zegna, da Trivero (mt 800 di altitudine, sede ancora oggi del Lanificio Ermenegildo Zegna) alla Valle Cervo offre una spettacolare balconata sulla Pianura Padana e suggestivi scorci sull'Alta Val Sessera, territorio di notevole interesse naturalistico e geologico. In questo contesto, da non perdere è la meravigliosa Conca dei Rododendri (periodo di fioritura metà maggio-metà giugno) implementata prima da Pietro Porcinai e di recente da Paolo Pejrone, e il Bosco del Sorriso, sentiero ad anello per scoprire i benefici bioenergetici delle piante sull'organismo. Sempre nei boschi dell'Oasi Zegna è possibile praticare il Forest Bathing, un'antica pratica salutistica originaria del Giappone e diffusa in tutto l'Estremo Oriente, comprovata da recenti scoperte scientifiche. Consiste nel passeggiare e sostare nei boschi nel pieno periodo di vegetazione (da giugno a settembre) per ottenere un effetto rigenerante per la mente e il corpo grazie ad un'azione antistress che normalizza la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e potenzia le difese immunitarie.
Continuando il nostro tour dei giardini piemontesi in direzione sud incontriamo, alle porte di Sezzadio (AL) il complesso dell'Abbazia di S. Giustina. Il complesso comprende Villa Badia con il suo parco storico, l'abbazia romanica di S. Giustina fondata dai benedettini nel 1030 ed estesi fabbricati rurali ottocenteschi di affascinante originalità architettonica, con corti coloniche, magazzini e stalle che fanno da ali alla villa padronale. La Villa si affaccia su un parco di circa 9 ettari, realizzato nella seconda metà dell'800 nello stile paesaggistico inglese tipico dell'epoca. Furono eseguiti movimenti di terra per rendere più armonioso l'allestimento, fu costruito un laghetto romantico e messi a dimora numerosi alberi con lo scopo di creare boschetti o valorizzare come monumenti vegetali esemplari isolati nel grande prato. Ancora oggi, ultrasecolari, gli alberi rappresentano l'aspetto più importante del parco.
Sempre in provincia di Alessandria, ad Acqui Terme, si trova Villa Ottolenghi Wedekind uno dei più straordinari giardini moderni, è stato costruito nel 1955, visitabili oggi in Italia, creato da Pietro Porcinai attorno ad una villa opera di Marcello Piacentini ed altri architetti razionalisti. Articolato attorno ai due corpi di fabbrica della villa e degli studi degli artisti, il progetto di Porcinai riesce a collegare un sistema di spazi che si presentava frammentato. Dal lato della casa degli artisti l'enorme prato movimentato da una ondulata duna viene racchiuso da un giardino roccioso verso l'ingresso dallo splendido disegno a fiore, mentre lungo il pergolato una lunghissima aiuola di fioriture, conduce lo sguardo verso la metafisica quinta ad archi della casa degli artisti. Nella villa il progetto del giardino integra la maglia quadrata del cortile con una più larga maglia reticolare del grande giardino terrazza aperto con una sinuosa balaustra sul panorama di Acqui Terme.
Un ultima tappa, che ci riporta in provincia di Torino, è al Castello di Pralormo che nel corso dei secoli ha subito profonde trasformazioni da feudo fortificato a piacevole residenza, circondata da un sontuoso parco all'inglese progettato nel XIX secolo dal paesaggista di corte Xavier Kurten. Il parco romantico all'inglese si è conservato originale sino ai giorni nostri così da permettere la vista dei sapienti cannocchiali visivi tra gli alberi progettati per sfondare le prospettive e dare risalto alla magnifica chiostra di montagne che abbraccia il giardino. In questa straordinaria cornice fioriscono ogni primavera oltre 50.000 tulipani e in questa occasione il parco apre al pubblico con un evento ormai sempre più atteso e molto amato: “Messer Tulipano”.
Infine se tutti questi parchi vi hanno lasciato un’irresistibile necessità di avere un giardino sempre con voi, potete provare a realizzare un personale giardino zen.

Mostra: Pietro Porcinai Girdino & Paesaggio
Speciale: L’architetto del paesaggio

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