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Gli splendidi dipinti risorgimentali, le vedute, le scene di vita sociale di Carlo Bossoli, le fotografie e le litografie (alcune dello stesso Bossoli) dell’impetuoso affermarsi della ferrovia nel Piemonte Sabaudo: "è l’Ottocento bellezza!"

Una mostra dal grande fascino quella al Museo Accorsi-Ometto di Torino che vuole documentare l’evoluzione della società ottocentesca , in particolare italiana, fra grandi rivoluzioni politiche e tecnologiche: una novantina di opere,  divise fra una cinquantina di dipinti e una quarantina di  fotografie.

Da gustare i capolavori di Carlo Bossoli,  pittore di origine svizzera che visse in prima persona il Risorgimento italiano, dalle 5 giornate di Milano, alle battaglie della prima guerra di indipendenza, alle vedute della Torino ottocentesca.

La mostra si divide in tre sezioni: la prima è dedicata alla quotidianità nei centri urbani della penisola italiana, con una attenzione particolare  per Torino, ritratta nelle sue strade  e in momenti di svago, di festa ma anche di lavoro. Molto bello il dipinto che ritrae  piazza Castello nel 1852, dominata da Palazzo Madama. Ma non solo Torino , pregevoli i dipinti di Piazza Navona a Roma ( 1848), la Corsia dei Servi a Milano durante il carnevale (1847) , la Veduta del duomo di Palermo (1871) .

La seconda sezione riguarda invece gli eventi politici e bellici di cui Bossoli è stato testimone. A partire dalle 5 giornate di Milano con alcuni celebri dipinti : Barricate in piazza San Babila (1849) e poi Carlo Alberto al balcone di casa Greppi (1849). Quindi i la seconda guerra di indipendenza, significativo  il quadro  Sua Maestà il Re ( Vittorio Emanuele II)  alla testa degli Zuavi a Palestro (1859) . Bossoli di ogni episodio tracciò  uno o più disegni dal vivo, rielaborandoli successivamente in studio. Accanto a questi dipinti alcune rare fotografie documentano la difesa della Repubblica Romana (1849) e la guerra di Crimea (1855) che vide i primi reporter di guerra come l’inglese James Robertson e Felice Beato.

La terza sezione vuole documentare l’irrompere della nuova infrastruttura,  che cambiò totalmente il sistema di comunicazione e quindi la vita della gente: la ferrovia, che vide il Piemonte sabaudo, dopo un iniziale ritardo,  al primo posto per diffusione delle “strade ferrate” e dei trafori. Una litografia dello stesso Bossoli ritrae una meraviglia della tecnica dell’epoca: il viadotto Stenevasso sulla linea Torino Genova (1953).

La quarta sezione è dedicata all’esotismo , tendenza  culturale tipica del XIX secolo: accanto alle tempere di Bossoli sono presenti fotografie dell’Egitto e di altre località del Nord Africa. Lo stesso Bossoli si fece costruire a Torino una villa in stile moresco, su corso Cairoli, che si può ammirare in uno dei dipinti esposti.

L’ultima sezione è composta di vedute di ville e di giardini storici: nelle tempere di Bossoli  le ville del patriziato lombardo, animate da personaggi in abiti contemporanei, che vanno in barca, inscenano feste notturne, passeggiano nei parchi.

Interessanti anche due quadri sulla reggia di Venaria.  La sala dei Valletti e le scuderie che ci restituiscono l’immagine di come era prima dell’abbandono e dell’incuria durata fino ai restauri di inizio anni Duemila.  

Bossoli nacque a Lugano nel 1815, ma la sua famiglia si trasferì a Odessa nel 1820,dove lui ebbe una formazione artistica influenzata dall’arte russa: da qui l’uso della tempera magra con cui erano dipinte le icone. Fu poi a Milano fra il 1843 e il 1853, quindi si trasferì a Torino , dove divenne uno dei pittori maggiormente ricercati dalla corte sabauda, fino alla morte nel 1884. Nel 1862 fu onorato della patente di “pittore reale di storia”.

Una mostra che rivaluta anche tanta pittura dell’Ottocento oggi poco di moda, ma dagli innegabili pregi artistici e storici.

P. G.

Info
Museo Arti Decorative Accorsi-Ometto
7 ottobre -31 gennaio 2021
Via Po 55, Torino
Mercoledì-venerdì 10-18
Sabato domenica e festivi 10-19
Lunedì e martedì chiuso
https://www.fondazioneaccorsi-ometto.it/

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