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Una mostra che vuole porre l’accento sulle ricerche più audaci condotte, nella seconda metà dell’Ottocento, sul fronte del paesaggio tra Piemonte e Liguria, da una cerchia di pittori che fu definita in modo negativo “Scuola dell’Avvenire”.

E’ l’appellativo con cui la critica bollò la cerchia degli estimatori e degli allievi di Antonio Fontanesi,  che si caratterizzò per la resa della luce e l’uso dei colori accesi, l’adozione di tagli compositivi non convenzionali, la libertà della stesura pittorica e per la scelta di soggetti che suscitarono scandali e polemiche.

Le opere esposte alla Gam di Torino nell’interessante mostra Natura e Verità 1861-1871 (dal 9 luglio) riverberano la lezione di Fontanesi e la consonanza con le ricerche che in quegli anni, sotto la spinta del realismo, rinnovavano la scena artistica europea.

Accanto al maestro reggiano, protagonista con un capolavoro come Novembre e altri dipinti eseguiti a Firenze nel 1867, è il cenacolo di Rivara, dal nome del paese piemontese nel Canavese dove un gruppo di pittori, dal 1860 per circa venti anni, si ritrovarono a soggiornare e dipingere: da Carlo Pittara a Federico Pastoris, da Alfredo de Andrade a Ernesto Bertea a Ernesto Rayper. 

La mostra-dossier allestita nella Wunderkammer della GAM mette a fuoco la trama delle relazioni che legarono Fontanesi a quei più giovani artisti che concentrarono una parte della loro attività tra Piemonte e Liguria e che fecero del paesaggio una scelta, un campo privilegiato del proprio lavoro artistico. 

L’idea è stata di porre l’accento sul loro modo di intendere il paesaggio attraverso alcuni dipinti che sono veri e propri casi-studio, come Bosco con portatori di canapa e Le cave di calce di Rivara entrambi di Alfredo de Andrade. In questi esempi è possibile osservare il procedere del loro lavoro dal vero, immersi nella natura, attraverso la sbozzatura dei disegni e poi degli studi di piccolo formato in grado di registrare rapidamente le forme della vegetazione, le luci, l’infinita varietà dei verdi, fino a giungere a opere finite o rimaste incompiute. 

Come nella tradizione delle mostre ospitate nello spazio della Wunderkammer, tutte le opere esposte appartengono alle collezioni della GAM. Diverse tra le opere presentate in Wunderkammer non erano esposte da tempo, come Una marina di Alfredo de Andrade o Spiaggia a Bordighera di Federico Pastoris, uno dei suoi esiti più coraggiosi per l’acceso trascolorare delle luci al tramonto. In altri casi si tratta di veri e propri inediti come nel caso de Le cave di calce di Rivara di de Andrade, cui si legano intensi studi a carboncino e bozzetti anch’essi presentati per la prima volta.

Un ulteriore, significativo elemento di novità accompagna la mostra in Wunderkammer. Si tratta di un nucleo di sedici trascrizioni di lettere di Antonio Fontanesi ad Alfredo de Andrade: quattordici lettere che coprono un arco cronologico dal 1861 al 1866, mentre le ultime due recano la data 1873. Una documentazione inedita che conferma o svela trasferimenti e viaggi, aspirazioni, ambizioni e delusioni che accompagnarono i percorsi del maestro e del più giovane allievo, verso il quale Fontanesi esprime un costante e sincero apprezzamento.

Ad accompagnare la mostra è un catalogo, edito da Silvana Editoriale, che affianca, al testo della curatrice, gli interventi di Alessandro Botta e Alice Guido cui spetta il merito della riscoperta e della trascrizione delle lettere ritrovate. 

Nella foto in alto: Antonio Fontanesi, Novembre, 1864

Qui sotto: Federico Pastoris , Spiaggia presso Bordighera, 1868; Carlo Pittara, La messe, 1865 circa

     

NATURA E VERITÀ  Il paesaggio come scelta 1861-1871, a cura di Virginia Bertone

9 luglio – 17 ottobre 2021

 GAM – GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - Via Magenta, 31 - Torino 

Orari di apertura: ma-me-ve-sa-do dalle 10 alle 18; gio dalle 13 alle 21. Lunedì chiuso

www.gamtorino.it

 

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