Findart - l'arte a portata di mouse

Strumenti
A+ R A- wide normal
Registrati Login
  • Skip to content
findart.it » Home » Visualizza articoli per tag: togaci
  • Chi Siamo
  • Partecipa
  • Comunicarte
  • Cercarte
  • Artisti
  • 5X1000
  • Homesummary
  • Categorieoverview
    • news
    • speciali
    • percorsi
    • comunicati
    • musei
    • gallerie
      • ITALIA
  • Calendario 
  • Artisti 
  • Video 
  • Contattiwith us
Sottoscrivi questo RSS feed

Versus 4×3 collettiva con Mauro Bellucci, Daniele Contavalli, Mauro Molle

Domenica 06 Maggio 2012 19:51
Versus 4×3 collettiva con Mauro Bellucci, Daniele Contavalli, Mauro Molle

Negli spazzi del Centro Culturale Elsa Morante ,l’8 maggio ,il mito degli Eroi si adentrano in scena con Versus 4×3.

con gli artisti : Mauro Bellucci, Daniele Contavalli, Mauro Molle , la mostra è a cura di Pierluigi Manieri.

“Cantami o Diva del Pelìde Achille….”

L’ideale dell’eroe ha trovato da sempre rappresentazione in ogni forma espressiva, dal teatro alla musica fino alla letteratura ed in tempi più moderni, nel cinema e nel fumetto.

L’eroe è depositario di speranze e rappresentativo di ideali archetipici. Il coraggio, la destrezza,la forza, trovano in esso forma fisica. Come pure certe solide astrazioni,si pensi alla libertà, l’avventura, la lealtà,il sacrificio e lo sfidare gli eventi.

L’eroe nasce e trova funzione di se’, nella sfida. Sfida all’ignoto. Sfida all’ avversario.

Nell’osare trova la sua definizione, che poi, nella narrazione, diviene e si consegna al mito.

Dunque l’eroe è mito.

Ogni società ha espresso i suoi modelli e elevato i migliori a campioni.

Tanto più è canalizzatore di sogni e suggestioni, tanto più è rappresentato.

L’eroe classico, che sfida gli dei, è recuperato nei moderni culti massmediali, attraverso il medium è giunto fino a questi giorni, e andrà oltre, perchè in esso si sublima il bisogno di protezione. Intorno ad esso una cultura si riconosce. Grazie ad esso, l’uomo si eleva a superamento dell’ostacolo.

La cultura più popolare del secolo, attingendo dall’ideale greco-romano, ha rielaborato a propria immagine e secondo i propri codici etici ed esigenze, l’idea di eroe, fino a renderlo “super”. Quella stessa cultura che solo pochi anni prima aveva negato l’essenza dell’eroe che si batte a cavallo, con archi e frecce, contro un avversario di gran lunga più numeroso e meglio armato. Seppure meno nobile.

Ciò riflettono le opere di Mauro Molle e Daniele Contavalli. Il primo, inquadra con pura energia visiva, le moderne icone dell’immaginario supereroistico. Figlie di un’epica artificiosa e compensatrice di vuoti che molto hanno a che fare con l’esistenzialismo, divengono moderni miti portatori d’ideali. Molle, sovraccaricandone le caratteristiche ne coglie l’essenza. Ne deforma ed insieme ne coglie il particolare fino all’essenza, come fossero sotto una lente. Contavalli sposta il punto d’osservazione sulla libera fierezza. Contaminazione di stile: pittorico, grafico, fotografico per raccontare il senso della vita, che trova esaltazione nello spirito libero. Anche quando non v’è via di scampo. Opere che urlano con fierezza, come gli indiani d’America che rappresentano.

La plasticità di Mauro Bellucci corre veloce come un lancio lungo o un affondo di fioretto verso l’obiettivo. La vittoria.

Solitari eppure catalizzatori di sguardi e di attese e di promesse, i suoi atleti, schermidori e giocatori di football americano, inseguono, oscuri e celati in volto, il loro destino. Celati, come sono pure gli astronauti, monocromatici silenti pionieri, romantici, quanto utopici, che sempre Contavalli immortala nella loro immota assenza di stabilità. Celati, come i supereroi, nei loro costumi sgargianti. Celati, come i pellerossa americani, coi loro volti smili a maschere pittate.

L’identità nell’iconica e immaginifica suggestione dei tre artisti, è celata, perchè è quella pubblica che emerge nella dimensione dell’eroe….

8 maggio  al 21 maggio 2012

Mostra a cura di Pierluigi Manieri

Ore 18.30

Centro Culturale Elsa Morante

Piazzale Elsa Morante, 00143 Roma

tel 06.50512953

www.centroelsamorante.roma.it

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ufficio Stampa : R. Soligo & Togaci

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Leggi tutto...

Lilly & The Noise Collective a cura di Togaci

Lunedì 16 Aprile 2012 11:19
Lilly & The Noise Collective a cura di Togaci

Se ne sentiva la mancanza, era nell’aria, un pensiero più o meno latente serpeggiava nella memoria dell’underground artistico romano. E siccome ogni tanto – raramente – i desideri diventano realtà, eccolo: il collettivo artistico Lilly & The Noise torna a far rumore (appunto), a scombussolarci la mente con la sua eclettica mistione di forme e colori.

Astrattismo, illustrazione, grafica, propulsioni e tecniche differenti si scontrano senza urtarsi, ogni creazione segue l’istinto del suo artista e allo stesso tempo si combina in un’esigenza comune: liberare la mente dalle paranoie sbattendocele in faccia. È un po’ una seduta psicanalitica, le opere fanno come le macchie d’inchiostro che il dottore impettito del thriller americano mostra al suo paziente più o meno psicotico. Diciamolo, paranoici o psicotici lo siamo un pochino tutti, dunque  lasciamo che sia l’arte a scandire le visioni della mente.

Gianni Lancelotti, Luigi Alieni, Valerio Pierbattista, Valentina Zummo, Marco “About” Bevivino: artisti legati da amicizia e collaborazione riescono a portare avanti un progetto comune senza perdere la propria individualità. Cromatismo acceso, linee asciutte e spettrali, onde e movimento, figure inquiete uscite da incubi di infanzie perdute, messaggi incisivi e sperimentazione: questi gli ingredienti di una ricetta ricca, gustosa, piccante.  E quest’anno il collettivo ospita una new entry: Stella Venturo, in arte “Littlepoints” (oh, un’altra donna!) che porta una ventata di sano sarcasmo dark.

Ancora nella cornice perfettamente a tono dell’Hula Hop Club, Togaci ripropone una delle sue esperienze artistiche più riuscite, per i fan delle edizioni passate e per chi invece è ancora digiuno di innovazione artistica metropolitana.

Apriranno la serata LIV THE KID e Hellspite  special guest Daniele Mancini

dal 20 maggio al 1 maggio

Hula Hop Club
via L.F.De Magistris 91/93
zona Pigneto
RomaORE20:00

Lilly & The Noise Collective

a cura di Togaci

 

 

Livthekid è il progetto acustico, chitarra e voce, di un giovane artista romano. Attivo dal 2005, porta con sé un fagotto di canzoni minimali suonate con il cuore e cantate in inglese. Facendo capolino dentro i locali della città, si appresta a far conoscere al pubblico quelle che fin ora erano state le melodie segrete che hanno accompagnato le vicende di un gruppo di amici.

  Livthekid è il progetto acustico, chitarra e voce, di un giovane artista romano.

Attivo dal 2005, porta con sé un fagotto di canzoni minimali suonate con il cuore e cantate in inglese. Facendo capolino dentro i locali della città, si appresta a far conoscere al pubblico quelle che fin ora erano state le melodie segrete che hanno accompagnato le vicende di un gruppo di amici.

 Le liriche, come messaggi in bottiglia che attendono di esser colti da emozionali navigatori, una volta decrittate aprono all'ascoltatore storie legate dalla comune tematica della perdita di qualcosa di caro e importante. Storie di ordinaria sofferenza che però, vista nell'ambito del quotidiano, è fautrice sì di piccoli isolamenti, ma anche di crescite personali e maturazioni. Livthekid ha all'attivo vari demo ed EP (“Alone on the crest”, “3 songs and 9 t-shirts”) ed è attualmente impegnato con le registrazioni del suo primo full-length “A murder of crows”. Le note su cui si dipanano i suoi brani sono cullate da una voce quasi sussurrata e capace - anche per questo - di creare atmosfere di sicuro impatto intimistico.

 

Hellspite

Dopo aver passato diversi anni della sua vita suonando con alcuni gruppi punk-hardcore dell'ambiente romano, Emiliano realizza che è molto più facile, arrivato quasi ai 30, organizzare le prove nella solitudine della sua stanza piuttosto che cercare di mettersi d'accordo con altre quattro o cinque persone. Così imbraccia una chitarra acustica e nasce un nuovo progetto che prende il nome da un personaggio di un vecchio film del '63; e se prima cercava di portare un po' di Bob Dylan in un contesto molto più rumoroso, ora non riesce a nascondere le influenze dei Good Riddance e del resto del suo bagaglio affettivo.

Leggi tutto...

FLUIDOESSENZA-Personale di Giulia Spernazza dal 5 maggio

Lunedì 16 Aprile 2012 10:14
FLUIDOESSENZA-Personale di Giulia Spernazza dal 5 maggio

Difficilmente l’inizio e la fine di qualcosa non si somigliano. In mezzo può succedere il mondo, agli estremi tuttavia le differenze si rarefanno . E’ come se la natura si preoccupasse di voler concludere ogni volta un ciclo la cui fine però non è identica all’inizio: la coincidenza approssimativa dei due estremi comunica la conclusione di un processo in cui qualcosa è stato necessariamente alterato, restando però nell’ordine delle cose. Un processo che non potrà mai più verificarsi nelle identiche condizioni in cui si è compiuto.

Alla fine di un ciclo se ne apre infatti un altro, diverso, tutto da scoprire e da sperimentare.

FLUIDOESSENZA è il lavoro che l’artista Giulia Spernazza propone nella cornice delle Studio Evasioni. Questo processo indaga nelle profondità dei cicli per avviare dialoghi con il senso nascosto delle cose. Fluidi, paesaggi e luoghi intimi suggeriscono il sentimento sempre presente di una simmetria sottostante e invisibile, un “ordine” che esercita un fascino irresistibile sulle riflessioni e speculazioni di senso, e che influenza il sé dell’artista.

 

La ricerca di Giulia Spernazza si basa sulla trasformazione creativa del sé, forse l’unica vera guida in grado di svelare la via a ciechi viaggiatori erranti quali sono gli uomini. Ogni individuo è infatti il protagonista (volontario o meno) delle proprie azioni, ma un’azione senza coscienza offende il concetto di essere umano. Questo perché l’essenza di ogni individuo traspare in ogni singola azione, e se l’azione genera conseguenze, l’essenza viene traslata dal profondo. Ecco perché, oltre che di essenza, è possibile parlare di un’etica del sé.

                                                                                                                                                                                                             Togaci


Info:


Anteprima del video
http://www.youtube.com/watch?v=g5yag7paQy0&feature=youtu.be

FLUIDOESSENZA
A cura di TOGACI

Montaggio Video:Patrizio D'amico

ph.MarcoMoscato

5-19 maggio 2012

INAUGURAZIONE SABATO 5 MAGGIO ORE 18.30


Studio Artistico Evasioni,
via dè delfini 23 Roma
06 45422513 - 339 2864562
Lun- sab 10.30 – 19.00
http://giuliaspernazza.blogspot.it/


Ufficio stampa:
Lucrezia Alessia Ricciardi
mob.340.77.26.428
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Leggi tutto...

Lunga Vita al Pop, bipersonale degli artisti ERETICA e DCGRAPHIC.

Lunedì 20 Febbraio 2012 12:07
 Lunga Vita al Pop, bipersonale degli artisti ERETICA e DCGRAPHIC.

Il 24 febbraio l’Hula Hoop, il club eretico e irriverente nel cuore del Pigneto, in via De Magistris 91/93, prosegue la sua esplorazione del Contemporaneo con la mostra Lunga Vita al Pop, bipersonale degli artisti ERETICA e DCGRAPHIC.

Una mostra che afferma con forza due principi: l’attualità della Pop Art e la necessità di ampliare i confini di ciò che chiamiamo Arte.

Il Pop non è morto. Non è un ricordo nostalgico degli Anni Sessanta. Il Pop è anarchia. Il Pop è un grido di libertà.

ERETICA e DCGRAPHIC ci dicono questo, mostrando la vacuità delle icone con cui ogni potere ci rende schiavi-

Il secondo tema è nella dichiarazione d’orgoglio di chi fa arte digitale: non una sorella minore di media tradizionale, ma un linguaggio nuovo e di rottura. ERETICA e DCGRAPHIC non sono grafici, ma artisti vettoriali, alfieri di un modo nuovo di usare tavolozza e pennello che non  modifica foto preesistenti, ma si parte da zero e si costruisce interamente a mano libera su computer.

Così nasce un mondo nuovo che mischiando linguaggio colto alla street art, costringe lo spettatore a riflettere su se stesso e sul suo ruolo nel mondo.

Perché, come diceva il buon vecchio Frank Zappa

La mente è come un paracadute: funziona solo quando è aperto

 ALESSIO BRUGNOLI

Scrive :

A volte, pensando all’arte dell’ultimo secolo, mi viene in mente il panorama del Carso: una terra aspra e desolata che spaventa spesso il viaggiatore, ma cui, con un poco di pazienza, è possibile scovare delle esplosioni di bellezza. In cui bisogna evitare le trappole dei terreni franosi. Dove domina la sorpresa di fiumi sotterranei che scompaiono nel nulla, per riapparire  improvvisamente ad enorme distanza.

Così, nel Novecento linguaggi e tendenze che parevano essere sfumate, distrutte dalla Storia, rinascono come araba fenice dalle proprie ceneri.

Penso all’espressionismo che ha cambiato tante volte nome. O alle declinazioni del Futurismo. Oppure alla Pop Art.

A prima vista, questa può sembrare un fenomeno morto e sepolto. Un qualcosa fiorito negli anni del boom economico,  in cui la società era quasi ubriaca del il linguaggio di oggetti e simboli prodotto dalla Civiltà dei Consumi.

Ciò, più in America che in Europa, in cui il tutto è più problematico ed ambiguo,  ha portato ad una esaltazione dell'immagine, del prodotto e dell'Icona pubblicitaria è visto come liberazione dagli incubi e dalle tragedie del passato. Un immenso esorcismo dalla paura di esistere, compiuto tramite il Denaro.

E ciò paradossalmente è avvenuto tramite l’utilizzo di alcune istanze dell’espressionismo astratto: la  liberazione del l'Arte da ogni contenuto emotivo.

Ma a differenza di Pollock e compagni, la Pop Art non abbandona il Reale, inseguendo l'Idea platonica, ma lo identifica con l'Oggetto, a cui cerca di ridonare dignità estetica.  Ciò provoca il capovolgimento del concetto di leggibilità di un'opera d'arte.

Si esce dal mondo percettivo, l’esperienza del singolo individuo, il cardine delle avanguardie, alla globalità del confronto con il quotidiano.

Nel quadro sono integrati emblemi, segni, frammenti. Immagine e vita non si contrappongono più, ma devono somigliarsi. Per la seconda l'immagine è referente. Il suo valore è nel dialogo con la Cultura e con la Storia

Di tutto ciò cosa rimane ? A prima vista nulla… Da società opulenta, a volte volgare, ma piena di speranza e fiducia nel futuro, siamo passati ad una in crisi perenne, depressa e demoralizzata, con poca voglia di reagire alle sfide.

Il mondo reale, quello degli oggetti concreti, ha sempre minore centralità rispetto a quello del virtuale, delle icone che si propagano come memi nella rete.

Eppure la Pop Art, nelle sue declinazioni,  surreal, new, social, ha una nuova vita. Tanti artisti contemporanei vi si dedicano.

Questo per la consapevolezza che il Consumismo. on ha realizzato l'utopia, ma ha creato nuove distorsione. E la nuova Pop Art non fa che esplorare il lato oscuro delle Icone che il mondo contemporaneo crea. Un’esplorazione che può avvenire in maniera conservativa, citando il passato. Oppure contaminando il tutto con linguaggi alternativi, da quelli arcaici delle fiabe a quelli ipercontemporanei del fumetto.

Può essere una rievocazione malinconica e piena di ironia, come quella di Dcgraphics e di  Eretica. Lo so, molti mi guarderanno straniti e mi prenderanno per pazzo, dicendo

“Ma è soltanto grafica”

La stessa cosa che è successa ad un mio caro amico, uno dei più importanti artisti digitali italiani, che dopo il successo di una sua personale in una capitale europea,  si è presentato al Centro d’Arte Moderna, diretto da un nostro connazionale che lo ha preso a pernacchioni.

Ebbene, io rivendico pienamente il suo diritto, quello di Dcgraphics e di  Eretica di chiamarsi artisti. Tempi nuovi richiedono linguaggi e tecniche nuove. Fossilizzarsi nel passato, significa estinguersi. Come dicono in America

Change or die

L’Arte di di Dcgraphics e di  Eretica ha la dote di coniugare due esperienza estetiche diverse:  l’algida bellezza che richiama idealizzandolo il mondo passato dell’America di Happy Days e dell’infanzia e la sua dissacrazione.

Dissacrazione che nasce dal mostrare le cose come veramente sono, al di là di tutti gli infiocchettamenti che vogliamo aggiungerci: il potere anarchico dell’ironia.

E lo iato tra queste due percezioni differenti, costringe chi guarda a riflettere su stesso e sulla sua natura, minandone le certezze e ribadendo il valore profondo dell’Arte: non decorazione, ma riflessione profonda su se stessi, nel tentativo di diventare migliori.

BI-PERSONALE DI ERETICA E DCGRAPHIC

DAL 24/02/2012 AL 8/03/2012

A CURA TOGACI

PROGETTO COMUNICATIVO

ALESSIO BRUGNOLI

selezione musicale ENEA

Leggi tutto...

Women in black bi-personale di Fotografiad diM.antonietta Cardea alias Mary Rouge & Simona Manzone alias Blas.phgrafik

Giovedì 19 Gennaio 2012 17:26
Women in black bi-personale di Fotografiad diM.antonietta Cardea alias Mary Rouge & Simona Manzone alias Blas.phgrafik

L'universo scenografico che ci mostrano Mary Rouge e Blas.phgrafik è popolato da altre donne, altre anime che si muovono sulla superificie delle cose. Seppur entrambe colgano il dato reale, questo viene mutato senza incertezze dall'innata volontà di scavare nelle zone più oscure e più fragili del desiderio umano. L'apparenza e la nudità, allora, si offrono ai nostri occhi senza preoccupata distinzione: esseri garbati paiono danzare su un piano parallelo che s'allontana dalla realtà tangibile, a metà tra l'irreale ed il fantastico.

Leggi tutto...
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »
Pagina 1 di 2

Findart

  • Cerca l'arte
  • Comunica l'arte
  • Comunicati
  • Agenda
  • Artisti

Network

  • Effetto Terra
  • Eta Beta
  • Arte in Italia
  • Blog Italia
  • Stampa digitale

Resta in contatto

Seguici

youtube

  • Chi Siamo
  • Partecipa
  • Comunicarte
  • Cercarte
  • Artisti
  • Siti Amici
Findart è un progetto di Eta Beta scs



  • Password dimenticata?
  • Nome utente dimenticato?
  • Registrati