Messaggio
Lunedì 15 Gennaio 2018 11:36

L’arte e la cultura figurativa nell’Europa del Settecento

  • Valuta questo articolo
    (1 Vota)

    Il Rococò è uno stile architettonico e decorativo che si sviluppò in Francia verso il 1730 e di qui si diffuse in tutta Europa, anche nel campo della scultura e della pittura. Furono due torinesi immigrati a Parigi a inventare il capriccioso e spumeggiante stile Rococò, che dalla corte di Re Luigi XV si diffuse in tutta l’Europa del Settecento.

    Accadde nel 1734, quando l’argentiere Giusto Aurelio Meissonnier, nato a Torino nel 1691, e l’orafo Andrea Boucheron, concittadino e coetaneo, tracciarono i primi segni di un barocco più esasperato dando inizio a quel fenomeno di internazionalizzazione della cultura figurativa tipico di tutta la seconda metà del secolo.
    Con la cultura estetica del Settecento si afferma una nuova concezione dell’arte. Durante Rinascimento e Barocco non si era del tutto delineata la moderna cultura estetica. Il riconoscimento di uno stretto legame tra attività, come le arti e le scienze, che noi moderni consideriamo separate, è assai diffuso nelle teorie rinascimentali delle arti figurative. L’immagine dell’artista-scienziato, nasce intorno al Quattrocento, infatti nel Medioevo ancora non si faceva alcuna distinzione tra le belle arti e i mestieri, tuttavia si metteva in risalto il fatto che la pratica della pittura, della scultura e dell’architettura, aveva bisogno di un fondamento teorico di qualche sorta. È soprattutto grazie all’opera di due figure eccezionali che si arriva davvero a riconoscere, nelle arti visive un fondamento scientifico: Leon Battista Alberti e Leonardo da Vinci. Da qui prende forma anche l’immagine moderna dell’architetto. Per Leonardo l’arte figurativa è scienza, l’artista è uno scienziato. La tecnica artistica, nutrita di esperienza e di scienze geometriche e meccaniche, consente all’uomo il dominio della natura. Tra tutte le tecniche artistiche, la più nobile è la pittura. Essa consiste in un’imitazione razionale della natura, guidata da principi di carattere scientifico. C’è nella pittura una continuità tra momento ideativo e momento operativo, tra ideazione e realizzazione, che manca altrove. La pittura è un modo particolarissimo di conoscere la natura e il mondo, che dipende tanto dalla scienza, dallo studio e dall’esperienza, quanto dalle doti personali, cioè dal talento di chi vi si dedica.
    Nel 1700 si attua il passaggio: al grande affresco illusionistico subentreranno schemi asimmetrici che tralasceranno la figurazione illusionistica dell'architettura. Nei primi anni del secolo, gli ultimi dipinti eseguiti a Versailles mostrano già come alle forme e al dinamismo del barocco, subentrino l'agilità e le linee del nuovo gusto. Successivamente la pittura negli edifici sarà posta in grandi tele o lunette. In Italia il passaggio verso una sensibilità nuova si può notare già nella pittura di Giordano, pittore napoletano dei primi del 1700. Sorgono in questo periodo numerose scuole che seguono tendenze differenti presso le corti o nei centri più importanti. Emerge fra tutte quella veneta, che già nel Seicento si era distinta soprattutto per la particolare tendenza coloristica. A Venezia la pittura del 700 conosce la sua sublimazione e la pittura veneziana torna ad essere in primo piano. Alla base di questo recupero sta il fatto che Venezia aveva ripreso i contatti con le correnti artistiche del tempo. Giovan Battista Tiepolo, 1696-1770 chiude la grande pittura veneta, superando la tradizione dell'arte come imitazione. Con Tiepolo la finzione è manifesta poiché si evidenzia nella ostentata esagerazione. Successivamente a Venezia saranno molte le personalità ad acquisire rilievo in pittura: il figlio del Tiepolo, Giandomenico; Giovan Battista Piazzetta; Pietro Longhi; Canaletto; Piranesi; Francesco Guardi. La scultura in Italia concepisce un proprio modo di intendere il Rococò in maniera del tutto originale partendo dalle esperienze tardobarocche. In Sicilia emerge la figura di Giacomo Serpotta, di origine palermitana, che produce un’infinita varietà di sculture a stucco animate in composizioni di sorprendente grazia e inquadrate come fondali prospettici di scene teatrali. Lo stucco inoltre consente una rapidità esecutiva maggiore e la duttilità della materia apre a nuove soluzioni decorative più confacenti al nuovo spirito.

     

    Fonte: www.sapere.it; arteimmagine.annibalepinotti.it; www.storiadellarte.com; www.artericerca.com

    L’arte e la cultura figurativa nell’Europa del Settecento

    Ultima modifica Lunedì 15 Gennaio 2018 11:49

    Da

    Vai Su